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Intervista: Marco “Buttermouse” Giovannoli

(data: 16/12/2009)

Abbiamo tutti un aneddoto da raccontare riguardo a quando abbiamo scoperto lo yoyo: chi ne ha trovato uno in un cassetto di casa, chi ha ereditato lo yoyo del bisnonno, chi l’ha trovato nell’uovo di Pasqua… La tua prima volta?
Lo comprai pensando che mi desse un’aria da fico, gli diedi un nome (senzavincolo) e lo frullai su e giù per mesi e mesi senza levarmelo dal dito mai. Iniziò quella che definisco una proto-mania da acquisto compulsivo… ne comprai altri, me ne feci regalare e portare da tutto il mondo fino a impazzire letteralmente quando vidi per la prima volta un Viper. Un vero oggetto del desiderio ai tempi.
Ovviamente nel frattempo avevo scoperto che esisteva la possibilità di eseguire dei trick. Imparai con grosse difficoltà (fotocopie e pagina internet scaricate da altri) il trapezio, il double or nothing e il brain twister. Poi buio, un periodo dove mi dedicai al mio piacere personale senza rimorsi. Ecco che arriviamo alla mia seconda prima volta qualche anno fa (2/3boh), ritrovato il mitico Viper classic, ormai fruitore abituale della rete, cercai dei ricambi e delle news. mi imbattei nel sito di Yoyomaniacs, scoprendo quanto si fosse evoluto tutto. Ho impiegato un anno prima di fare il mio primo post…sono un timido.
PS: Ho mentito la prima volta è stata un bel po’ di anni fa, lei era proprio brutta e non è stato così magico come tutti se l’aspettano.

E quale yoyo ti ha fatto venire la “fissa”? Voglio dire, con quale yoyo non sei più riuscito a smettere di lanciare, diciamo, per quei fatidici 7 giorni o quelle fatidiche 24 ore?
Il mio problema è che mi fisso, mi fisso con tutto quello che mi piace, quindi posso dire che sono molti gli yoyo che mi sono portato a letto.

Ti ho conosciuto a Milano, ma sei di Torino. Hai fatto più raduni milanesi di me…cosa ti spinge a macinare chilometri solo per passare un pomeriggio con altri yoers? Voglio dire…mi pare di capire che per te questa dimensione aggregativa dello yoyoing sia importante.
Il mio primo impatto con uno yoer è stato con Ciccia, immagina che trauma, il quel momento ho scoperto che quello che sapevo fare in realtà non lo sapevo fare e che quel che facevo era veramente poco.
Fino ad allora, non avevo conosciuto nessuno con la mia stessa passione di persona, e consideravo lo yoyo una questione privata, un modo per rilassarmi esclusivo che nessun altro vicino a me potesse comprendere. Nasce allora l’esigenza di confrontarmi con qualche altro yoer e superare il trauma di giocare in pubblico. I piemontesi sonnecchiano, e la mia collaborazione con Ettore è diventata più
solida, quindi mi sono deciso la scorsa primavera a raggiungere i fratelli milanesi. L’accoglienza è stata calda, é stato bello, e ora cerco di non perdermi il consueto appuntamento mensile. Lo yoyo sta diventando un pretesto per incontrare amici e conoscere gente nuova, direi che la dimensione aggregativa per me sia diventata fondamentale. Adotta un yoer torinese a Milano .

Guardo la nostra “community” e vedo persone che appartengono a differenti mondi, generazioni, estrazioni sociali, nazionalità….mondi che nella normalità solo marginalmente si intersecano. Lo yoyo è un sì grande “equalizzatore”?
Penso sia proprio così, e i nazionali di quest’anno lo dimostrino. La comunità sta crescendo tantissimo, e con esso le diversità tra i giocatori, mi auguro che si riesca a mantenere a lungo questo equilibrio. Io paragono la comunità yoyoistica ad un acquario, la ricostruzione di un piccolo ecosistema.In un piccolo acquario, l’equilibrio si garantisce con il giusto numero di individui e soprattutto con elevata compatibilità. Introducendo specie diverse, con diversi comportamenti in un sistema piccolo e chiuso è inevitabile il tracollo. Perciò mi auguro che non sia solo il numero di yoers a crescere, ma anche la “vasca” che li contiene.
Penso che l’Associazione e il nuovo Statuto si muovano e siano lo strumento giusto per garantire questo equilibrio. Scusa la digressione Etologica. Per saperne di più Konrad Lorenz – L’anello di Re Salomone

Guardandola dall’interno, più volte ho avuto l’impressione che lo yoyoing sia terreno fertile per l’espressività di chiunque. Si può essere yoers al 100% anche senza essere la miglior macchina da tricks?
Yeah, io mi considero un yoer al 100%. Perchè ogni volta che lancio sento correre un energia sulla corda. Penso sia la stessa sensazione che ha provato il primo uomo che ha preso un sasso in mano. Mi fa stare bene e fa parte della mia vita. Questo indipendentemente dai tricks che si eseguono

Quindi abbiamo una community dove tutti possono contribuire? Chi gareggiando, chi inventando tricks sempre nuovi, chi sfornando video, chi moddando, chi creando yoyo….Ti ritrovi in quest’ottica pensando alla tua collaborazione con “B!ST” ?
Direi di si, però si può fare di più, che venga da Yoyomaniacs, da un singolo, o da un progetto parallelo come quello B!ST. Cercare nuove idee ( mi sembra che la
sezione “proponi” in questo senso possa essere utile), sfruttando il tempo e la professionalità che alcuni membri possono offrire.
PS: Mi aspettavo qualche battuttaccia sul b-rush o su quanto faccio durare un trapezio (eheh tu sai).

Negli ultimi 10 anni lo yoyoing a livello mondiale e nazionale si è diffuso principalmente grazie ad internet. Inutile dire che ne è stato anche plasmato. Pensi che internet possa ancora influire sulla crescita della community dello yoyoing? Se sì….può in qualche modo condizionarlo anche in modo negativo?
Internet è uno strumento e come ogni strumento si può usare bene e si può usare male. La facilità però con cui si può reperire un trick , di comprare yoyo, di entrare in contatto con altri yoer, per me lo rende oramai indispensabile. Il peggior modo di usarlo e quello di perdersi troppo in chiacchiere, o di accumulare solo materiale togliendo tempo al gioco reale.

Bene Butter. Sei un creativo e un direttore artistico: crea uno spot per lo yoyo…hai 15 secondi in prime time a reti unificate su tutte le emittenti televisive nazionali.
Hahah, mi hai incastrato. La prima cosa che mi viene in mente è una pagina stampa. Una via tipo rambla /Barcellona – Ciccia gioca circondato da molte persone, mentre di fronte un mimo triste, constata di essere superato.
Per uno spot di 15 secondi penso che non ci vogliano tante parole, prendi un bravo giocatore, una bella location, delle belle luci e un cameraman che sappia di cosa stiamo parlando e il gioco è fatto. Elementi indispensabili: – style – simplicity – street. Qualcosa di molto vicino al mondo Nike.
Anche se gli esempi migliori in fatto di comunicazione che si avvicinano di più al mondo dello yoyo moderno penso siano lo swonboard e lo skateboard.
Una comunicazione che non passa dalle reti unificate, ma parte dal basso, dalla strada, un tam tam , un passaparola che prima o poi “infetta tutti”.

Butter ci fai o ci sei?
Se fossi un bravo giocatore, sarei Ciccia.
Se fossi un pazzo-genio sarei Ettore.
Se fossi un grosso webmaster sarei Adso.
Se fossi un fotografo sarei Niubi.
Se fossi un educatore sarei Chele.
Se fossi un ragazzino con le ditine spezzate ( per chi non lo sapesse è il mio personale punto di vistasimpatico
nei confronti dei Bimbimerda) sarei Napo.
Se fossi una promessa sarei Rebelofcaos
Se fossi dedizione sarei Fabio.
Se fossi un macinatore instancabile di chilometri sarei Babau.
Se fossi …
Ma sono solo Butter .