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Adegle – Sandglass v2

(autore: Praderwilly – data: 15/10/2010 )

Salve ragazzi! Come promesso eccovi la recensione del Sandglass v2 della Adegle, casa taiwanese produttrice di yoyo dal 2008, che nonostante la giovane eta’ vanta gia’ numerosi piazzamenti sui podi dei contest asiatici. La mente che sta dietro a cotanta ingegnosita’ e’ quella di Huang Lin-Kai player con alle spalle numerosi titoli, tra i quali quello di campione taiwanese 5A nel 2008 proprio con la prima versione di questo yoyo.

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Il Sandglass vi viene consegnato in un bel pacchetto trasparente con all’interno lo yoyo, una coppia di pad siliconici bianchi di ricambio, dei cordini (a me ne sono arrivati tre rosa, penso 100% cotone), delle spillette e degli adesivi col logo del brand. Lo yoyo monta un cuscinetto concavo size c (6x13x5) pronto all’uso, cioe’ non avrete bisogno di sbenzinarlo perche’ gira da paura, e dei pad siliconici azzurri.

Lo shape viene definito dal produttore sandglass, come potete vedere e’ un H shape dalle forme morbide, che in mano risulta molto piu’ comodo rispetto ai classici H shape, l’interno coppa non presenta alcuno spike ma una cupoletta poco rilevata in corrispondenza dell’asse, e’ presente il solco per i thumb grind.

Ma passiamo alle caratteristiche:
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weight 65.5 g
width 45 mm
diameter 55 mm
gap width 5 mm
gap type fixed
stock response sistem silicone pad 1 mm thickness (siliconabile)

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alcune foto comparative…
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Auldey Virus, Adegle Sandglass V2 pre run, Roll Out R2010

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Nel gioco questo yoyo stupisce subito per l’enorme catch zone, cioe’ quell’area all’interno della quale se finisce lo string viene spinto verso il gap, questo permette con molta facilita’ di eseguire pop, boingy boing, black hops senza mai mancare uno string, inoltre un’altra cosa che subito si nota e’ quanto apra le asole nei suicide rendendo praticamente tutto il gioco piu’ semplice. La finitura esterna esteticamente e’ molto bella, distribuita uniformemente e lucida, sembra la carrozzeria di una macchina, ma nei grind, soprattutto nei palm se non avete le mani perfettamente asciutte non e’ il massimo, c’e’ pero’ da dire che il mio sand glass e’ una pre run, non ho idea di come sara’ la versione definitiva, ne’ se avra’ delle serigrafie e di che colore Lin-kai decidera’ di farlo.
Nel complesso e’ un gran yoyo, grande nel vero senzo della parola e se avete le dita cicciotte puo’ darsi che vi dia qualche problema nei chopstick. Sul filo e’ stabilissimo e spesso mi capita che la gente mi chieda se stia girando, bisogna fare pero’ un po’ piu’ di attenzione al momento del lancio, infatti ho notato che data la larghezza dello yoyo se il lancio non e’ pulito si rischia piu’ facilmente di imprimere delle vibrazioni che comunque lo yoyo stesso nel giro di qualche secondo tenta di tamponare.
Il sistema di ritorno stock e’ deciso e fa il suo lavoro alla perfezione nonostante il gap sia tanto largo, non rallenta lo yoyo anche con molti giri di cordino e non gratta nei passaggi in controrotazione.
In conclusione un gioiellino che nessun fanatico dell’estremo oriente dovrebbe farsi scappare, lo consiglio vivamente a chi cerca un gioco facile ma performante senza dover comunque spendere troppo, infatti data la provenienza (se li riuscite a trovare) il prezzo dato il cambio favorevole dovrebbe essere inferiore a qualsiasi altro yoyo giapponese o americano.

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Disponibile anche in diverse colorazioni!

Spero di essere stato completo ed esaustivo e grazie per la lettura!