Yoyofactory – Boss

autore: Siminitto – data: 27/9/2009

Tra i 10 prodotti delle YYF lanciato agli scorsi mondiali c’è il nuovo yoyo firmato Augie Fash, il Boss.
Ai mondiali è stato lanciato in 2 versioni: blu con interno coppa oro e grigio scuro con interno coppa viola, in entrambe c’è il nome “Boss” serigrafato su una coppa, e YYF con la firma di Augie sull’altra.
Come forma riprende quella del plastic grind machine, ovvero è arrotondato con un leggero ispessimento delle pareti sull’esterno, ma con dimensioni più ridotte paragonabili a quelle di un 888.

Non ci sono novità su cuscinetto e response, dal momento ch monta il solito spec misura large,
e i pad in silicone bianco che montano tutti gli YYF dall’anno scorso.
Invece una differenza sostanziale è l’asse più corto, che consente, abbandonando gli hubstack di non avere nottolini anche minimi sull’interno coppa, e nemmeno il piccolo buco presente negli yoyo della linea Fundametal, quindi via libera a grab e thumb grind senza problemi.

La copertura è la solita anodizzazione/pallinatura, ma in questo caso leggermente più liscia, in ogni caso i finger grind si riescono a fare senza problemi.
Come gioco lo yoyo parte come un missile, è molto veloce e dove l’888 in stabilità arrivava a stento il Boss reagisce molto bene, infatti questo yoyo perdona molto l’errore e il peso sull’esterno lo stabilizza sulla corda come se fosse uno yoyo di peso maggiore dei suoi 66gr…in sostanza non è un caso se questo yoyo è il nuovo signature di Fash con suo gioco veloce pieno di hops, recaptures, e movimenti difficili da governare con yoyo poco stabili.
Questa stabilità maggiore probabilmente è anche dovuta all’assenza degli hubstack, che per forza di cose con la loro presenza nell’interno coppa impediscono una distribuzione di pesi ottimale.

In definitiva considero questo yoyo un’evoluzione dell’888, da cui prende il meglio e migliora le poche caratteristiche che si potevano migliorare…aggiungiamo un prezzo molto inferiore ed abbiamo la miscela per uno yoyo che pur senza sconvolgere niente e nessuno come innovazione, potrebbe diventare un must.

Simone