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Intervista: Nicola “Bonzo” Bonomo

(data: 27/6/2009)


Raccontaci qualcosa di te

Mi chiamo Bonzo, alias Bonghy, alias Panda, alias Dottor Bonzetti, alias alias alias…

Sono siciliano trapiantato a Bologna da quasi 13 anni. Ho studiato al DAMS indirizzo Spettacolo ed ora mi arrabatto come posso tra un paio di lavori sull’asse Emilia/Veneto.

Come hai conosciuto lo yoyo ? Come hai cominciato ?

Lo yoyo “moderno” l’ho conosciuto tramite un amico di amici che viveva a Bologna e si dilettava di giocoleria varia. Quando vidi una famosa puntata dei Simpson nella quale compare l’esibizione di un team di giocatori Pro, qualcosa dentro la mia testa mi suggerì che dovevo provarci. Il 13 Luglio 1998, come premio per un esame andato bene, mi regalai uno Yomega Brain, ripromettendomi (vista la spesa che mi sembrava veramente sconsiderata) di “farmelo bastare” per i secoli a venire. Mi sbagliavo di grosso! Inizialmente, lo yoyo mi aveva colpito perché, al contrario della maggior parte degli altri attrezzi da giocoleria, non dovevi andare ad inseguirlo sotto ai mobili quando sbagliavi i trick… in seguito, realizzai che si trattava di una attrazione più forte e viscerale, forse qualcosa che mi portavo dietro dall’infanzia!…

Raccontaci la tua carriera di Yoer

Non saprei, non mi considero un buon giocatore, visto che, dopo parecchi anni, ho ancora un repertorio di trick molto limitato, però devo ammettere che salire sul palco degli Advanced ai Nazionali 2007 (quinto posto) e 2008 (primo posto) mi ha dato una bella sensazione, nonostante la tremarella!

I momenti più significativi/emozionanti: persone incontrate, eventi

Be’… qui ci sarebbe davvero da perdersi!… In generale, ricordo con molto piacere i primi eventi non strettamente correlati con lo yoyo, ma che mi hanno dato l’opportunità di conoscere i “Grandi Vecchi” di Yoyomaniacs: i diversi MTV Day a Bologna, sagre, compleanni e feste della birra a Modena e dintorni, il Capodanno 2005 fatto in Saffi System… tutte occasioni che m’hanno fatto capire che, yoyo a parte, avrei trovato comunque in Steeeve, Destro, Thommy, Niubi, Fede, Vale, Carlo, Saxa, Capurro, Ciccia, Lore e tutti gli altri, un gruppo di amici coi quali passare momenti indimenticabili.

A onore del vero, devo anche riconoscere che grazie a Paolo (Paolof) e Fil (Ginopiddu), sto sperimentando un ulteriore nuovo entusiasmo. Con loro sono riuscito a partecipare finalmente ai Nazionali e, grazie a tutto il Team Bandiga, adesso mi sento ancora più stimolato come giocatore.

E poi ci sono stati i Naz: poter incontrare di persona grandi campioni internazionali come Rafael Matsunaga, Jason Lee e Takeshi… e scoprire che sono persone spassosissime… davvero, non ha prezzo!…

Chi ti ha più influenzato ? Quali sono i tuoi maestri?

Io sono uno di quelli che ha iniziato con i libriccini di Harry Baier e gli Yomega Passport. Il mio primo vero e proprio maestro, però, è stato Checco di Jugglingate, un negozio di giocoleria che esisteva a Bologna anni fa e che, grazie alla simpatia e disponibilità del proprietario (Checco appunto), era al tempo un po’ il punto di riferimento dei giocatori di yoyo che volevano imparare qualcosa.

In seguito, ho un po’ “mollato il colpo”, però negli anni ho trovato molta ispirazione nello stile di gioco di Thommy (per i grab ed i rim-grind), di Saxa (per gli slack) e di Carlo Alberto e Chele (per la fluidità nei movimenti). Se avessi un desiderio “yoyoistico” a disposizione, sceglierei senza dubbio di poter giocare come Chele e Mr Whip messi insieme.

Però ci sono mille altri giocatori dai quali ho “rubacchiato” qualcosa per riadattarlo al mio stile.

Le domande solite: yoyo preferito, cordini, stile preferito, e perché

Sui cordini non sono molto esigente. In genere utilizzo dei T6 50/50, ma non mi impunto troppo sulla marca.

I miei yoyo preferiti sono senza dubbio Sumo Gold, Hydra (prima versione) e HF: sono yoyo piuttosto grossi, sono molto stabili e girano tanto. Sono l’ideale per il mio stile di gioco: un 1A un po’ sbilenco, vagamente intriso di old-school, piuttosto lento e cadenzato, con parecchi passaggi ampi e qualche regeneration. Sono yoyo che tollerano parecchio le imprecisioni, ma che al tempo stesso possono portarti “un passo più in là”. Spesso, mi basta lanciarli e fare quello che mi “suggeriscono” loro per inanellare una bella combo!

Spero nel giorno in cui usciranno il successore del Sumo ed una versione riveduta e corretta del Regular RooYo (uno yoyo che ho davvero amato e che merita una “seconda chance”).

Ad ogni modo, sono un fan sfegatato di TUTTI gli yoyo italiani ed anche dei plasticoni Jam da 15/20$.

Mi piacerebbe imparare qualcosa in 5A e 4A, ma, visto che gioco perlopiù per rilassarmi, va a finire che non mi ci metto mai d’impegno ad impararli.

Domandona finale: cos’è per te lo yo-yo?

Come gioco, per me, lo yoyo è forma, sostanza ed esperienza.

Come stile di vita, per me lo yoyo è esperienza… esperienza di vita!… E’ partecipare ad un raduno o ad una demo e, magari, dimenticarti anche dello yoyo, perché, quando incontri gente come Peppo, Sim1, Gorgon, Ago, Hinomura, Ceschi, Chen, Babau e tutti gli altri, anche se li vedi per la prima volta, ti senti subito a tuo agio e quello che vuoi è goderti la buona compagnia il più possibile… con o senza yoyo!…