Henry’s – Viper Neo & Python

(autore: throttle – data: 17/09/2010 )

Oggi ho avuto la fortuna di provare due dei tre nuovi modelli della Henry’s, ovvero il Viper Neo e il Python.

Devo ammettere che prima di provarli avevo qualche pregiudizio, ma mi sono ricreduto abbastanza (soprattutto riguardo al Viper).

Partiamo dalla novita comune a entrambi (rispetto ai vecchi Henry’s), ovvero il sistema di ritorno. Si chiamano Jecko Pad. Alla fin fine sono dei pad di gomma abbastanza morbida, un po’ ruvida al tatto.
E signori: funzionano alla grande!
Il bind è necessario con entrambi i modelli. Il ritorno è pulito, mai loffio, bello secco e deciso. Soffre un po’ in certi passaggi in controrotazione, ma in quei casi tornano comode le shell in gomma che evitano danni alle nocche :-) .

Ed ora, recensione del
Viper Neo

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Prime impressioni
Lo yoyo ha un aspetto molto simile ai vecchi Viper. Oltre al sistema di ritorno, una delle novità consiste nel gap fisso. È stretto, ma non mi è parso che la cosa influenzasse più di tanto il gioco.
I 65 grammi si sentono molto, forse troppo, nonostante il diametro di 66mm. Sì, effettivamente lo yoyo è grandino, come i vecchi Viper.
Il cuscinetto è piccolo (così a occhio direi 10mm di diametro esterno).

Gioco
Wè, stupefacente!
Cioè, in termini assoluti in realtà è uno yoyo abbastanza nella norma, ma ha superato decisamente le mi aspettative.
Lo sleep è di tutto rispetto. Sono rimasto a guardarlo sleepare su un trapeze per una trentina buona di secondi, poi mi sono rotto, ho bindato (non in controrotazione) e tac! È tornato bello secco in mano.
Ha reagito bene a whip e tentativo di grind sull’indice. Nel senso che è rimasto un po’ a grindare sull’indice senza rallentare più di tanto.
Ha reagito bene anche allo Skin The Gerbil (che è il mio trick di test per vedere come si comporta in controrotazione con tanti passaggi di cordino).
Difficoltoso invece è risultato il Gyroscopic Flop. Fa fatica a girare e sbarella quasi subito.
Un’altra cosa che mi ha stupito è stato quanto fosse smooth. Ho appoggiato l’unghia per stabilizzarlo e a vederlo sembrava fermo.

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Conclusioni
Sono veramente sorpreso. La Henry’s sembra volersi, finalmente, buttare a pesce nella new school, con un modello fuori dai canoni moderni, ma non per questo meno valido.
Però c’è un però: non vale certo 38 euro. Con gli stessi soldi si possono comprare yoyo decisamente migliori.
Se fosse stato sulla fascia dei 20 euro sarebbe stato un buon yoyo per cominciare, ma a quel prezzo decisamente no.

Python

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Prime impressioni
Quando l’ho visto ho pensato “sarà sicuramente meglio del Viper”. Ed effettivamente ero molto più curioso di provare il Python.
Che dire? Un design alla Tiger Snake, con delle mini-shell sui bordi, un pelo più grande (61 mm) ma decisamente più pesante (67g). Come col Viper, il peso si sente, e forse anche di più.
Non ho avuto modo di controllare il cuscinetto, ma suppongo sia lo stesso del Viper.

Gioco
Non male, devo dire. Non è proprio il mio yoyo ideale ma si comporta abbastanza bene sulle corde. Certo, lo ribadisco, è pesante. ho fatto un po’ di fatica a fargli fare la prima parte del Black Hops (la seconda non la so fare :-) ).
Anche questo nel Gyroscopic Flop non ha superato il mio personale test.
Si è invece comportato bene con lo Skin The Gerbil.
Questo l’ho testato un po’ di fretta, quindi non sono andato oltre.

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Conclusioni
Sinceramente il Viper mi ha lasciato un’impressione migliore, ma ciò non vuol dire che anche questo non sia un buon yoyo.
Ma qui la nota dolente è ancor più dolente. Ovvero, il Python vale 50 euro? ASSOLUTAMENTE NO!