autore: Ettore – data: 3/2/2007
ok ragazzi, come massimo conoscitore dell’Avenger (credo di essere uno dei pochissimi acquirenti di questo yoyo) mi avete convinto a recensirlo.
Ecco le mie impressione:
Pakeging: la confezione dell’Avenger è molto accattivante, pur essendo uno yoyo di fascia bassa (11 dollari) vi arriva in un plastificato con il faccione di Steve Brown sorridente e con una string di ricambio.
Le due string, quella montata e quella di scorta, sono nere e a poco vi servono visto che sono decisamente cortine e non ci si riesce a fare un granché.
Le colorazioni disponibili sono tre: Rosso, giallo e nero (anche se io ne ho una blu trasparente).
La plastica utilizzata per la costruzione è un policarbonato, decisamente resistente alle botte. Sulle coppe ci sono stampati il simbolo dello yoyo e lo stemma Duncan.
Il sistema di ritorno è il classico pad adesivo che, a mio avviso è decisamente una ciofeca visto che nei primi minuti di gioco è reattivo da fare schifo e dopo poche ore di gioco è praticamente inutilizzabile. La reattività, dato il peso irrisorio di questo yoyo è ancora più marcata.
Lo yoyo con la configurazione di serie, cuscinetto+pad+string in cotone corta, è buono solo per loopare, anche se con un terzo della cifra (3.90$) vi comprate un Proyo che looppa decisamente meglio grazie all’axel centrale in legno.
Comunque fatti due lanci ci si accorge subito che lo yoyo così combina poco o niente.
Moddato cambia decisamente carattere.
Due belle recessioni al silicone, un bel kk sbenzinato e rodato e una string di lunghezza decente e tutto vi sembrerà più cool.
Lo yoyo nel gioco diventa veramente divertente, leggero velocissimo e preciso e in grado di correre tra le corde in modo sorprendentemente agile passando anche dove Pyro e Oxy non riuscirebbero ad intrufolarsi.
Il bind è fattibile anche se a volte, complice il peso ridotto e il gap strettino, l’ingarbuglimento è inevitabile.
Sui trick come confederate flag o rock the baby, inutile dirlo, è fenomenale con tempi di sleep decisamente soddisfacenti.
Su trick più complicati come laceration o whip le cose si complicano, il gap stretto rende tutto estremamente difficile, a volte, per principianti come me, anche impossibile.
Ma, nei momenti di sconforto, bisogna ricordare che Steve Brown ci esegue senza problemi tutti i trick (anche quelli avanzati) senza battere ciglio. Consiglio la visione di “How to be a player” dove Steve mostra parecchi trick fatti con questo yoyo oltre a dare spettacolo con la sua simpatia.
Sul suicide invece va alla grande grazie al peso ridotto infatti non lo sentite nemmeno girare.
Concludo con una nota favorevole e con una negativa: la favorevole è che la forma dello yoyo si adatta benissimo alle mani consentendo lanci a tre dita con disinvoltura, la negativa è che, la sede esagonale delle coppe è leggermente più stretta della testa del bullone che ci deve entrare; questo purtroppo crea una piccola crepa dopo una decina di aperture e chiusure. Si può evitare se smontate il bullone e riducete le dimensione dell’esagono di un paio di decimi.
Benché sia un praticante da pochissimo tempo ho avuto la fortuna di provare moltissimi modelli di yoyo (quasi tutti me li sono comprati) ma nessuno come l’Avenger mi da quel senso di spensieratezza e di libertà che provavo quando ero bambino e giravo con un giocattolo in tasca.
