Yoyojam – SpinFaktor HG (Heavy Gravity)

autore: Bonzo – data: 18/9/2006

Visto che una recensione di questo yoyo l’abbiamo già sul nostro sito, fatta dal grande Siminitto, questo vuole essere più che altro un commento personale con le mie prime impressioni su questo yoyo.

Avevo chiesto a Ciccia di prendermi ai Mondiali uno yoyo della fascia economica della Yoyojam; con mia somma e gradita sorpresa, oltre che nella colorazione che gli avevo chiesto, ho scoperto che l’esemplare che mi è arrivato è proprio quello “targato” World Yoyo Contest 2006

Lo yoyo è nella sua versione clear (cioè, per i non anglofoni, trasparente) con bordi neri; è talmente semplice che sembra fatto apposta per ispirare John Higby e tutti gli appassionati di yoyo-painting

I caps sono ugualmente trasparenti e recano uno il classico logo dei Mondiali di Yoyo impresso con un semplice ed efficace colore nero, mentre l’altro ha, sempre in nero, quel pastrocchio poco chiaro di palloncini e formule fisiche che, probabilmente, vorrebbe richiamare i principi fisici della forza di gravità cui accenna il nome stesso dello yoyo.

 

hg_worldslogohg_jamlogo

Il setup col quale l’ho provato è assolutamente stock (cioè così per come l’ho tirato fuori dalla confezione, senza neanche la sbenzinatura del cuscinetto).

A prima vista, la sensazione è quella di uno yoyo molto leggero, ma non ci si lasci ingannare dall’apparenza, visto che lo yoyo in questione ha un rispettabilissimo peso di quasi 65 grammi (più o meno il peso di un Oxy4).
La larghezza è inferiore a quella di un Lyn Fury e sembra ancora minore anche per l’effetto ottico delle coppe col gap a V e dal diametro un pochino maggiore (più di un millimetro e mezzo, secondo i dati di Yoyonation), dunque un aspetto più “slanciato” rispetto a quello più cicciotto e tondeggiante cui ci ha abituati la maggior parte dei modelli in circolazione. Anche il gap è un po’ più stretto della media. L’HG suppongo si presti particolarmente ai trick più complessi, nei quali lo yoyo deve passare tra intricati intrecci di cordino.

 

 

hg_01hg_gap

A dispetto della composizione completamente in plastica, già al primo lancio l’HG da un’idea di precisione nel tiro e di buona stabilità ed il sistema di ritorno ibrido o-ring+starburst (che non avevo mai provato e che, personalmente, mi aspettavo più moscio), riavvolge bene il cordino, tanto da permettere dei lanci più vigorosi anche dopo un richiamo “di polso” (ancora possibile perchè non ho sbenzinato il cuscinetto).
Con il gap settato alla massima larghezza (e con il cuscinetto un po’ rodato da qualche ora di gioco) è già possibile effettuare qualche piccolo slack e, con movimenti sufficientemente morbidi e fluidi, anche qualche laceration semplice e Plastic Whip; tuttavia, nel caso di numerosi passaggi di cordino nel gap (soprattutto se in controrotazione), il sistema di ritorno tende a “mordere” un po’ed a fare sentire il suo tipico rumore simile ad un mugolio stridente. Alla prova dei Lindy Loop, sono riuscito a sovrapporne, senza fermare lo yoyo, un massimo di quattro.

 

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La cosa che mi ha colpito di più in questo yoyo è la sua grande stabilità. La distribuzione del peso sul bordo delle coppe, grazie all’utilizzo delle plastiche di diversa densità, lo rende molto preciso nella rotazione, facile da correggere nell’inclinazione e abbastanza regolare nelle rotazioni tipo Gyroscopic, inoltre risulta anche molto facile da riprendere in bind anche quando la velocità di rotazione è bassa (ad esempio quando sta per esaurirsi lo sleeper). La precisione della rotazione (ho notato vibrazioni significative solo sui lanci molto storti) e la stabilità dello yoyo permettono passaggi multipli anche su movimenti più ampi (Trapeze and Brothers in serie, passaggi in Pinwheel e passagi in Sling) anche ad una certa velocità, senza che la rotazione ne risulti particolarmente disturbata, il che, insieme al suo peso, lo rende uno yoyo adatto agli amanti del gioco veloce.

La reattività, in buona parte dovuta anche all’o-ring completamente nuovo ed al cuscinetto ancora ingrassato di fabbrica, mi ha impedito i triangle in stile Hans Rocks (quelli alla Takeshi, per capirci), ma dovrebbe diminuire vistosamente già alla prima sbenzinatura del cuscinetto.

Sui suicide semplici, lo yoyo sembra comportarsi dignitosamente, ma, per un parere più attendibile bisognerebbe sentire un giocatore più esperto in questo tipo di trick.

Il bordo delle coppe a spigolo mi da l’impressione di non aiutare molto sui palm-grind; nei gap-grind, invece, lo yoyo scivola piuttosto bene grazie alla superficie leggermente “satinata” delle coppe.
Coi caps montati non è possibile fare rim-grind o grab.

In generale, questo yoyo mi ha dato una buona impressione. Agile e veloce può essere uno yoyo ideale da portare sempre in tasca. Il prezzo è piuttosto contenuto (sebbene leggermente maggiore rispetto a Lyn Fury e Kickside). Vale sicuramente la pena provare a sbenzinarlo per ottimizzare le prestazioni del cuscinetto e sto anche considerando di sostituire l’o-ring del sistema di ritorno con del silicone (ma senza troppa fretta).

 

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Nel caso si avvertisse la necessità di uno yoyo dal peso un po’ più elevato, il Triple Jam presenta stessa forma e dimensioni dell’HG, ma un maggiore peso dovuto alla combinazione di tre materiali invece che due; il costo del Triple Jam, però, è maggiore e lo yoyo, dopo una prima produzione finita quasi subito, al momento è difficile da trovare disponibile.