Duncan – Cold Fusion

autore: Ettore – data: 1/3/2007

20070301_duncan_cold_fusion_01Ieri sera mi è arrivato da Yoyonation un cold fusion nuovo di zecca.
Benché io sia una mezza se*a mi permetto, di fare una mini recensione sull’oggettino.

Dunque il Cold vi arriva in una scatola di latta bellissima, l’ape sul coperchio è in rilievo, ed ance la scritta cold fusion, e all’interno della latta c’è un sacco di gomma piuma con una sagoma per inserire lo yoyo.
All’interno della scatola c’è : lo yoyo (bella scoperta) due spille della World Team (una Novice una member), un guantino duncan nero e una stringa di scorta oro e nero.
Fin qui tutto bene, analizziamo lo yoyo nel dettaglio.
Esteticamente il cold è ben rifinito, le coppe sono tornite a CNC con una qualità molto buona, credo che i pezzi siano stati lappati dopo la tornitura.
Il disco oro è anodizzato mentre il disco nero credo sia verniciato in acrilico.
Prima nota dolente, il perno centrale non è maschiato sulle coppe (come accade sul pyro per intenderci) ma è forato passante ed all’esterno delle coppe sono stati messi, il dado e il buloncino. Per coprire il tutto all’esterno ci sono de dischetti di alluminio dello stesso colore delle coppe.

 

 

20070301_duncan_cold_fusion_02Le incisioni sulle coppe, in bianco, sono state fatte a laser e la fattura è discreta, precisi i contorni ma la scritta non è in rilievo come per esempio sulle coppe del pyro.
Seconda nota dolente: i PAD
Il fantomatico ed ultratecnologico BPT (brake pad technology) così sofisticato ed avanzato da aver richiesto un brevetto a parte, oltre che ad ore di straordinario del team Duncan, non funziona.
Mi spiego meglio, il sistema BPT altro non è che un pad in sughero con i bordi interni frastagliati. I brodi interni sono riempiti da piccoli pezzi di alluminio in rilievo. In questo modo il filo ha un attrito maggiore a contatto con il pad, esattamente come succede sui dischi freno, o almeno così dovrebbe essere….
Dopo il primo lancio ho notato che il tempo di sleep era estremamente ridotto (tipo 10 secondi scarsi) ed ho immediatamente provveduto a sbenzianare il cuscinetto e a rodarlo su una puleggia ad alta velocità, risultato: 12 secondi (quasi 13).
Panico! Smonto il tutto e cerco di capire cosa non funzioni; ogni componente andava alla perfezione ma una volta montato il cold era più insonne di pensionato con la pressione alta, insomma non dormiva (sleep! Che spirito dovrei fare il comico)
Rismonto tutto e dopo una mezz’oretta mi accorgo che il pad tocca con i dentini sul cuscinetto e non gli permette di girare liberamente.
Smonto il pad, taglio di un millimetro ogni dentino del pad in sughero, rimonto il tutto e lo yoyo (magia ed esoterismo) funziona.

20070301_duncan_cold_fusion_03Come gioca? Questo dovreste chiederlo a uno che sa giocare, io posso dirvi che si comporta benino, paragonato all’Avenger (identici per dimensioni e forma se escludiamo la curva delle coppe che sull’Avenger è più accentuata sull’interno per favorire l’ingresso della corda) ha un peso superiore, e sui trick veloci si sente tutto con conseguenti rallentamenti, uno sleep più lungo (ma non crediate che sia eccezionale come dicono nella scheda, i 7 minuti del record del mondo sono lontani) ed una stabilità molto buona.
Lo yoyo è bilanciato e lo si sente soprattutto nel Mach 5 dove la centratura e la stabilità ti danno secondi preziosi per mulinare con le braccia.
Su altri trick come laceration o whip è scarso come tutti gli old school, il gap è strettino, forse il peso maggiore facilità un po’ le cose per un fattore di stabilità rispetto ad un avenger o a un altro yoyo in plastica.
In sostanza il Cold fusion è un bellissimo oggetto, soprattutto se dovete fare un regalo, dato che fa scena di brutto, ma il prezzo (80,00 € circa) non è assolutamente giustificato, con una cifra simile vi comprate un Pyro che da, sicuramente, tutto una altro tipo di soddisfazione o, restando sull’old school, un bel avenger che, ad oggi, resta il pezzo che mi da più soddisfazione.

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