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Duncan: Freebird 2

Oramai per me l’EYYC è sinonimo di Duncan Freebird perlando di aquisti: l’anno scorso mi sono preso il primo e quest’anno la seconda versione in anteprima.

Il Freebird è il signature di Hank Freeman, campione del mondo di 3A, per altro presente di persona all’EYYC 2012; è uno yoyo in delrin, che monta i caps del FHZ.

La prima versione riprendeva la forma del Diversion, montava cuscinetto piccolo, l’asse si avvitava in 2 boccole e non direttamente nel delrin, l’alloggio cuscinetto era un pseudo distanziale un po’ come succedeva nel FHZ, usava i pad flush come response, ed era piuttosto pesante e solido (a parte i caps che necessitavano di esser fissati un po’ meglio essendo un po’ “ballerini”).

Freebird 2

Freebird 1

Aveva tutti i pro e i contro del cuscinetto piccolo, ovvero buona spinta in partenza, ma rallentamenti maggiori durante in gioco; la stabilità non era delle migliori, sia per la poca larghezza dello yoyo, sia per una distribuzione di pesi un filino da rivedere con pareti delle coppe piuttosto spesse in ogni punto.

Comuque me lo sono portato in tasca per mesi, lo trovavo divertente, anche se a molti non piaceva come tutti i Duncan (lì sono gusti)…inequivocabile invece era il prezzo alto, come tutti gli yoyo in delrin, che richiedono la stessa lavorazione di uno yoyo metallo pur essendo in plastica…e ne hanno praticamente anche lo stesso prezzo.

Il nuovo Freebird ha una forma completamente diversa, è più largo, monta cuscinetto large e response in stile YYF e i soliti caps del FHZ.

Ha lo stesso sistema di alloggio per cuscinetto, ovviamente adattato alla misura large, e lo stesso sistema di avvitamento asse, che però in questo modello è più sottile del precedente, e le boccoline nelle quali si avvita sono più piccole…e ahimè mal fissate a pressione, e se avviteremo lo yoyo un po’ più del dovuto le coppe gireranno a vuoto; da un lato beh, di certo non si spanerà nulla, dall’altro si un po’ l’idea di debolezza strutturale.

Freebird 2

Freebird 1

Il sistema di ritorno non è nè recessato nè flush, ma sporge un pochino (fin che è nuovo presumo) e internamente confina direttamente con i distanziali, senza lip attorno al cuscinetto, il che mi fa pensare che una eventuale siliconatura possa esser piuttosto difficoltosa, ma forse non impossibile, in quanto è proprio il distanziale che fa da “argine” per non far sconfinare il silicone sul cuscinetto.

Come gioco beh, un po’ per il rumore, un po’ per il comportamento, trasmette sensazione di vuoto e leggerezza; non va male, ma forse il sistema di ritorno andava studiato un filo meglio, perchè nonostante il gap largo, a volte lo yoyo torna sulle nocche a tradimento quasi per far ricordare il tempo che fu.

Freebird 2 (nero)

Freebird 1 (bianco)

La stabilità anche qui non è eccelsa, e non appena lo yoyo rallenta un po’ c’è da controllarlo e controbilanciarlo perchè tenderà un po’ a piegare, probabilmente anche qui per una distribuzione di pesi non ottimale.

La superficie è abbastanza liscia, ma in fase di grind ci sono rallentamenti.

Non ho provato nè KK nè silicone, magari potrebbero aiutare a diminuire i rallentamenti a cui questo yoyo stock è soggetto.

In definitiva non so se questo yoyo sarà definitivo o ci saranno ancora migliorie, forse sarebbe il caso.

La mazzata finale la dà il prezzo, dato che con la stessa cifra ci si comprano 2 plasticoni di altre marche, e ce n’è pure d’avanzo.

Se lo troverete a poco, o avete modo di provarlo dategli un occhio, altrimenti potreste rimanere un po’ delusi.

Simone